La storia dell’Aloe: la Pianta dell’Immortalità

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Ma da dove nasce l’utilizzo dell’Aloe? 

L’uomo l’ha sempre utilizzata da secoli, se non da millenni, sia in Occidente che in Oriente, per le sue proprietà medicamentose.

Ormai è provato che l’Aloe venisse utilizzata già nell’Antico Egitto, prendendo il nome di Pianta dell’Immortalità.

Sono stati ritrovati Papiri di oltre 3000 anni fa, come il Paprio di Ebers, dove sono riportate numerose ricette per l’uso dell’Aloe per la cura di diversi disturbi.

Risale al 2000 a.C. circa la tavola di argilla sumera ritrovata in Mesopotamia nei pressi di Bagdad dove tra le piante medicinali viene citata l’Aloe. Una testimonianza addirittura antecedente alle date egiziane, probabilmente la prima della storia dell’umanità per l’impiego medico della pianta.

In Egitto esistono raffigurazioni dell’Aloe anche del 4000 a.C., ma le prove che veniva utilizzata per scopi medici sono più recenti (circa del 1500 a.C.). L’Aloe veniva usata dagli Egizi anche per l’imbalsamazione e per i riti di inumazione dei Faraoni.

Dai Greci ai Latini

Dell’Aloe ne hanno fatto uso anche in Greci come Ippocrate, padre della Medicina, che ne ha elogiato le sue proprietà antiinfiammatorie, rigeneranti e antisettiche.

Ci sono leggende che raccontano di come Aristotele convinse Alessandro Magno a conquistare Socotra, per assicurarsi l’Aloe che ricopriva un’isola al largo delle coste africane. La pianta infatti era molto conosciuta all’epoca e veniva utilizzata anche per curare i feriti dell’esercito di Alessandro.

L’uso dell’Aloe fu poi esportato nell’antica Roma dai greci come Discoride e ripreso dall’autore di “Historia Naturalis” Plinio il Vecchio. L’Aloe non stava più venendo usata solo per scopi medici ma anche per scopi che oggigiorno conosciamo bene: come bruciature e ustioni e per rimediare a disturbi di stomaco e disordini intestinali.

Perfino nella Bibbia e nel Vangelo l’Aloe trova spazio, come quando viene usata per l’unzione del corpo di Gesù in discesa dalla croce.

Più avanti negli anni, i Templari erano soliti bere l’Elisir di Gerusalemme, una bevanda composta da aloe, vino di palma e canapa. Durante il Medioevo e il Rinascimento l’uso dell’Aloe si diffuse ulteriormente nelle regioni del Nord Europa.

Le testimonianze di Colombo e Gandhi

Allo stesso modo in Oriente la pianta è sempre stata utilizzata e lo è ancora oggi dalla medicina Tibetana e da quella Ayurvedica alla quale dobbiamo le tante informazioni sugli effetti curativi dell’Aloe.

Nel suo viaggio alla scoperta dell’America, Cristoforo Colombo sottolineò l’importanza dell’Aloe come una delle 4 piante indispensabili per l’uomo insieme a frumento, vite e ulivo perché dava salute.

Più recente la testimonianza del Mahtma Gandhi il quale dichiarò che l’Aloe, insieme alla fede in Dio e al suo site di vita, lo aiutarono a superare i suoi lunghi digiuni.

Gli ultimi studi

I primi veri studi scientifici sull’Aloe Vera e sull’Aloe Arborescens in Europa iniziarono alla metà dell’Ottocento. Solamente a metà Novecento però il Ministero della Sanità statunitense dichiarò ufficiali le capacità curative. E oggi si continuano a studiare gli effetti di questa straordinaria pianta. Anche nel Laboratorio di LAB7.

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