Con la fine dell’estate e il cambio di stagione molti di voi decidono di assumere degli integratori alimentari, per rafforzare il sistema immunitario, per proteggersi da virus e batteri, ma anche per togliere quel senso di spossatezza che di solito questo periodo comporta con gli sbalzi di temperatura.  

Il succo di Aloe Vera e il succo di Aloe Arborescens sono tra gli integratori più studiati e consigliati, ma di cui ancora molti non conoscono le proprietà benefiche. In commercio se ne trovano tanti, ma non tutti hanno le stesse caratteristiche qualitative, in termini di provenienza della materia prima, di concentrazione degli ingredienti, di dosaggio e di conseguenza anche di benefici. Per questo quando si decide di acquistare un succo di Aloe Vera o Aloe Arborescens bisogna scegliere accuratamente quello che più rispetta le vostre esigenze. 

Come e cosa controllare nelle etichette e negli ingredienti? 

  • La provenienza della materia prima: cioè la provenienza delle foglie di Aloe Vera o Aloe Arborescens. Di norma esse provengono dal Sud America e vengono coltivate con l’utilizzo di pesticidi non permessi nella Comunità Europea e lavorate secondo norme igienico sanitarie diverse da quelle italiane. Scegliere Aloe Italiana garantisce una più alta qualità sia in termini di materia prima che di produzione. 
  • La lavorazione: vi è una forte differenza tra lavorazione a freddo e quella a caldo, in quella a caldo per via delle alte temperature raggiunte molte proprietà benefiche vengono perse per decomposizione di alcuni nutrienti, cosa che non accade invece con quella a freddo che preserva tutte le componenti.  Inoltre, la lavorazione artigianale garantisce di norma una minore manipolazione della materia prima rispetto a quella industriale.  
  • La concentrazione: il succo di Aloe Vera deve essere puro, senza aggiunte di acqua e non deve essere ottenuto da reidratazione di un prodotto liofilizzato. Non deve esserci inoltre aggiunta di zuccheri che rende il prodotto gustoso ma insalubre. 
  • La Freschezza del succo: le foglie dovrebbero essere lavorate subito dopo la raccolta per evitare l’eccessivo utilizzo di preservanti. 
  • Contenitori: molti contenitori, come quelli in plastica, rilasciano con il tempo sostanze nocive per la salute. Sono da preferire quelli in vetro.  
  • Pastorizzazione: processo di pastorizzazione prevede l’utilizzo di alte temperature. Questo influisce negativamente sulla qualità e quantità dei nutrienti. L’aloe vera non pastorizzata deriva da un processo di stabilizzazione a freddo. Un succo di aloe vera di qualità non è pastorizzato. 
  • Filtrazione: la filtrazione elimina una grande parte dei componenti dell’aloe facendola apparire più liscia e gradevole, ma privandola dei suoi migliori nutrienti. 

 

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